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a cura di Fabrizio Vallelonga (Ass. Cult. Limes)


Santa Maria in Aracoeli


L’età romana

Il Tempio di Giove Capitolino

Il Tabularium

Santa Maria in Aracoeli

L’età moderna

Il Palazzo Senatorio




L’originaria denominazione della basilica era quella di S. Maria in Capitolio, così infatti la basilica viene ricordata nei documenti più antichi fino al XIV secolo quando prevalse la dizione di Aracoeli che ricorda la leggenda, di origine medievale, secondo la quale Augusto avrebbe fatto costruire in questo luogo una “Ara primogeniti Dei”, dopo la profezia della Sibilla Tiburtina che gli aveva predetto la nascita del Redentore. Comunque, al di là della leggenda, in prossimità della chiesa sorgeva l’Auguraculum, un’area sacra in cui avevano luogo cerimonie importantissime connesse alla carica regia e all’attività degli àuguri che traevano gli auspici interpretando il volo degli uccelli. Secondo alcuni la chiesa sarebbe sorta addirittura nel IV secolo per iniziativa di Sant’Elena, la madre dell’Imperatore Costantino, ma è molto più probabile che la chiesa sia stata costruita solo molto più tardi alla fine del VI secolo quando vi si insediò un monastero di rito greco. Il monastero passò poi all’ordine Benedettino e da questo, nel 1250, a quello Francescano. La basilica fu nel medioevo il centro della vita politica della città, una sorta di foro dove si tennero le riunioni delle assemblee popolari durante il periodo del libero comune ; anche più tardi mantenne inalterato questo ruolo di centro politico oltre che religioso : ad esempio vi si svolse il trionfo di Marcantonio Colonna dopo la battaglia di Lepanto (1571), in occasione del quale fu costruito il soffitto ligneo a lacunari che copre la navata centrale. L’aspetto attuale della chiesa è frutto della costruzione in forme romanico - gotiche avvenute ai primi del trecento, con successivi rifacimenti, in particolare durante il XVI secolo. Le trasformazioni più grandi furono quelle operate per la costruzione del monumento a Vittorio Emanuele II, per la cui erezione fu raso al suolo il complesso conventuale connesso alla chiesa.